Dott.ssa Elisa Fermo
Psicologa Psicoterapeuta
Mestre - Venezia


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La Terapia individuale

“Se puoi immaginarlo, puoi farlo”
Walt Disney

Che cos'è la Terapia a Seduta Singola (TSS)

La Terapia a Seduta Singola è una metodologia operativa che il terapeuta formato in tal senso può utilizzare in seduta.

L’obiettivo è quello di migliorare l’utilità di ogni singola seduta, mettendo la persona al centro e focalizzandosi sulla soluzione.

E’ fondamentale precisare che tale metodologia non è “una ricetta unica”, valida per tutti i casi; il presupposto resta la totale personalizzazione e adattamento all’individuo e al suo contesto personale, familiare e storico-culturale.

Essendo un metodo operativo, vedilo come uno dei molti strumenti che ho nella mia “cassetta degli attrezzi di lavoro”: è un’opzione, una possibilità che abbiamo entrambi (io nel valutarla come fattibile nel tuo singolo caso, e tu nell’accettarla o meno una volta proposta).

COSA PREVEDE

Verrai accolta come persona, assieme a tutto ciò che porti e verrai guidato/a ed aiutato/a a rintracciare le tue proprie risorse e ad utilizzare tutto il tuo potenziale per perseguire l’obiettivo di benessere e miglioramento.

Facendo questo, io terapeuta, mi metto nell’atteggiamento mentale di sfruttare al massimo il tempo della seduta (“soltanto un’ora/ora e mezza..?” - “No…Abbiamo ben un’ora/ora e mezza per stare assieme e far accadere qualcosa!”);  restando nel qui ed ora del momento presente, “cogliendo l’attimo”, e tutto ciò che nasce dal nostro incontro. Trattando la seduta in cui ci incontriamo come se potesse essere anche l’ultima.

L’obiettivo è quello di massimizzare le risorse mie e tue per far sì che un cambiamento sia possibile già da subito.
Come diceva Walt Disney, “se puoi immaginarlo, puoi farlo”.

Pensare il cambiamento come possibile anche nel momento presente del singolo incontro significa attivare anche nell’altra persona pensieri, prima, e azioni, poi - quando esce dalla porta -, che sono virtuosi, ovvero che innescano cambiamenti, “qualcosa di diverso da prima”. Ricordandosi che “siamo work in progress”, in evoluzione, non un prodotto finito.

Significa anche che tu hai un ruolo attivo e principale nell’innescare il circolo virtuoso del cambiamento positivo.

Tranquillo/a: non sentirti sminuito/a nell’importanza del tuo problema, né “sotto pressione” o obbligato/a ad accettare l’idea di una sola singola seduta, quando tu senti e sai che hai bisogno di tornare anche una seconda, terza, n° volta. Come dicevo sopra, la TSS è una possibilità, non un dovere. C’è la possibilità di scegliere, sempre e comunque, in base a ciò di cui senti di avere più bisogno. Lo concorderemo insieme. La mia porta rimane sempre aperta.

In quali situazioni può rivelarsi utile ed efficace

La letteratura prodotta negli ultimi trent’anni con gli studi di ricerca sulla TSS (USA, Canada, Australia in primis) mostra che questa metodologia si è rivelata utile e valida (nel senso di efficace nel risolvere o migliorare il problema presentato o nel raggiungere l’obiettivo prefissato) in situazioni quali:

  • abuso di alcol e di sostanze
  • anoressia nervosa
  • ansia
  • attacchi di panico
  • career counseling
  • comportamenti autolesionistici
  • depressione
  • disturbo da stress post-traumatico e disturbo acuto da stress
  • dolore cronico
  • fobia specifica
  • incubi ricorrenti cronici
  • insonnia
  • problemi e disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza
  • problematiche familiari
  • sostegno a genitori con figli con disturbi dello spettro autistico
  • sostegno a persone con disabilità e condizioni mediche invalidanti
  • sostegno a pazienti con insufficienza cardiaca
  • sostegno e miglioramento del benessere e di sintomi ansioso-depressivi negli studenti
  • training per infermieri e genitori per ridurre sintomi ansiosi nei bambini

Attenzione, voglio chiarire una cosa: la letteratura non dice che queste problematiche possano essere risolte sempre in una sola seduta! Dice che, studi alla mano, è possibile farlo. Quindi…perché non darci questa opportunità? Male che vada, prenderemo un secondo appuntamento!

(*fonte: “Terapia a seduta singola - principi e pratiche”, F. Cannistrà, F. Piccirilli, 2018)

Perchè la TSS

* fonte: sito dell’Italian Center for Single Session Therapy www.terapiasedutasingola.it

Viviamo in un mondo e in un’epoca in cui tutti noi vogliamo “stare bene”, oltre a “smettere di stare male”. Eppure, paradossalmente, nonostante la domanda di stare bene aumenti, sono molte le persone che poi, di fatto e concretamente, non si rivolgono ad un professionista.

Perché? Le ragioni possono essere molte:

  • una mancanza di corretta ed adeguata informazione (ad es nel mio caso spesso mi sono sentita dire “ma sai che non sapevo che uno psicologo/psicoterapeuta si occupasse anche di questo…?);
  • un pregiudizio culturale di alcune persone sull’affidarsi e fidarsi di qualcuno per risolvere un loro problema (della serie: “ma cosa vuoi che ne sappia lo psi / i panni sporchi si lavano in casa / il problema è mio e nessuno può aiutarmi / ne devo uscire con le mie gambe e forze…” e potrei andare avanti);
  • il timore che “se poi inizio devo andare avanti anni…non ho abbastanza tempo/soldi per affrontare questo genere di percorsi..”.

Ebbene, il fatto, invece, è che tutta una serie di problemi, difficoltà, disagi, possono essere affrontati e superati in breve tempo. Anche in un solo incontro.

E questo va ad abbattere quei muri di diffidenza, quei timori e quelle non-conoscenze su questa professione che così spesso le persone mostrano di avere.

Significa anche dare alle persone la possibilità di aiutarle a stare bene in meno tempo, e quindi - dato anche il momento economico in cui ci troviamo - impiegando uno sforzo economico adeguato.

Come si è arrivati a questa possibilità?

Beh, senza stare qui ad annoiarti con tutti gli studi e ricerche fatti, ti darò solo qualche accenno principale su quando, dove e perché “è nata” la metodologia della Terapia a Seduta Singola.

Si partì da una domanda: “È possibile dare alla persona che chiede supporto psicologico ciò di cui ha bisogno, nel momento in cui ne ha bisogno?”

I primi studi sono partiti nel 1986 in California, presso il Kaiser Permanente, una delle più grandi organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti. Lì vennero constatati quelli che si rivelarono essere 3 assunti di base:

  1. 1 è il numero più frequente di sedute fatte in psicoterapia
  2. quando proposta, tra il 40 e il 60% delle persone ritengono sufficiente una Seduta Singola
  3. fino all’80% di esse riferisce di aver risolto il proprio problema o di stare meglio grazie a quell’unica seduta

Fin dalla metà degli anni ’80, il past-president dell’American Psychologycal Association, Nicholas Cummings, sintetizzò il concetto di “terapia intermittenteo “terapia lungo il ciclo di vita” (Cummings, 1988, p. 169).

L’idea era quella di uno psicologo simile al medico di base, a cui la persona potesse rivolgersi nel momento del bisogno e ogni volta per quello specifico bisogno, che può (e deve) essere risolto in breve tempo. Anche in un’unica seduta.

Quindi la TSS possiede degli importanti punti di forza, che fanno sì che sia largamente diffusa ed adottata in  molti Paesi del mondo (Australia, Canada, Cile, Cina, Giappone, Inghilterra, Irlanda, Israele, Messico, Nuova Zelanda, Svezia, Stati Uniti)

  • la TSS mira prima di tutto a massimizzare l’efficacia di ogni seduta, in modo da ridurre la durata complessiva della terapia; in tal senso non si esclude la possibilità di un singolo incontro
  • anche per questo, è in grado di rispondere agilmente alle sfide e alle richieste del mondo moderno (tempo e denaro in primis - dare ciò che il cittadino chiede, con i costi minori ed i benefici maggiori possibili, in tempi adeguati)
  • la TSS è un metodo e non un approccio *
  • ne deriva la sua capacità di adattamento a diversi contesti, a diversi terapeuti (di formazione anche molto diversa  e distante tra loro) e a diversi pazienti

* Un approccio prevede generalmente una teoria eziopatogenetica (ovvero su da dove una malattia /disturbo si sviluppa, perché e come) e/o una teoria del cambiamento, largamente approfondite. Da qui, generalmente, ne deriva un insieme strutturato di tecniche.

Un metodo è invece un insieme sistematizzato di manovre e interventi che, seguiti, possono condurre al risultato desiderato.


Elisa Fermo
Psicologa Psicoterapeuta a Venezia / Mestre

Dott.ssa Elisa Fermo
Psicologa Psicoterapeuta a Venezia - Mestre

Iscritta dal 2011 all’Albo degli Psicologi della Regione Veneto n. 7918
Laureata in Psicologia Clinica, presso l’Università degli Studi di Padova
P.I. 04494630264

 

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