Dott.ssa Elisa Fermo
Psicologa Psicoterapeuta
Mestre - Venezia


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Disturbi sessuali

È perfettamente ragionevole cercare il piacere sessuale: dopotutto, si tratta di una delle gioie naturali del corpo.
(S.J. Greenblatt)

La sessualità è un’universo all’interno dell’ “universo Homo”.

Cercherò, non con poca fatica, di tratteggiare in queste righe gli aspetti più rilevanti.

Il sesso è un potente “fattore motivazionale”, che agisce perfino nell'orientare una scelta, apparentemente piuttosto banale, come l'acquisto di una rivista o rotocalco di “gossip” oppure di una marca di yogurt.

Chiunque si occupi di marketing oggi, ci conferma infatti, nei modi e nei contenuti con cui imposta campagne pubblicitarie o eventi, che il sesso è una delle componenti più importanti della vita degli esseri umani.

Col termine SESSUALITÀ ci si riferisce ad un ampio e complesso spettro di processi e fenomeni.

Questi possono essere riuniti in quelle che sono state individuate e descritte come le DIMENSIONI DELLA SESSUALITA’ UMANA.

Vediamole assieme brevemente:

  1. la dimensione riproduttiva, ovvero la “primordiale” funzione biologica, legata alla riproduzione della specie;
  2. la dimensione ludica che si esprime in un “gioco a due” che ha come scopo il soddisfacimento del piacere;
  3. la dimensione sociale, che si configura come una più complessa serie di pratiche culturali e sociali associate alla sessualità, e che si sono evolute nel tempo all'interno di ogni cultura. Queste pratiche nascono da un bisogno di costruire una vita relazionale e dei legami sociali.

    C’è in noi “una voce antica della vita che ci dice: cercati un compagno, una compagna, e vai ad incontrarlo nel suo corpo. Ritroverai l’antico benessere dell’intimità fisica [...] Proverai il bisogno di cercarlo ancora [...] sarete legati l’uno all’altra [...] diventerete una coppia.” (Veglia, 2003)

    All’interno di questa dimensione, le pratiche della sessualità sono legate anche alle modalità attraverso le quali esprimere e non esprimere la sessualità (sono comprese anche, ad esempio, tutta quella serie di "norme" sociali legate all'espressione della sessualità negli uomini e nelle donne).
  4. la dimensione semantica, quella che si esprime quando diciamo che “facciamo l’amore” col nostro partner. Non abbiamo tra le mani soltanto un corpo, che ci attrae ed eccita e che desideriamo; ma accarezziamo una persona, verso la quale proviamo sentimenti ed emozioni. Insieme, conosciamo noi e l’altro, e ci conosciamo come coppia, in altri modi, ad altri livelli. “Quando facciamo l’amore, la sessualità realizza un nuovo mandato che ci chiede di cercare dei significati per la nostra vita e di condividerli con qualcuno.” (Veglia, 2003)
  5. la dimensione narrativa: proprio per la straordinarietà dell’esperienza che ci permette, la sessualità può essere legata anche ad un tempo per il racconto, oltre che ad un tempo per l’esperienza. Un tempo per la storia: una storia che coi gesti, con gli sguardi, con le carezze, racconti chi siamo e chi siamo stati, e chi desideriamo essere, quando siamo nell’incontro con l’altro.
  6. la dimensione procreativa, molto diversa, nel significato, da quella riproduttiva, anche se apparentemente può sembrarne un sinonimo. “Pro-creare” implica un livello di condivisione che parla di “pro-gettualità”: ci siamo “io” e “te”, che stiamo bene assieme, e quando siamo assieme siamo “noi”. Noi abbiamo una storia; noi abbiamo desiderio e voglia, ora, di creare un nuovo personaggio che faccia parte integrante ed attiva di questa storia e del suo sviluppo. È così che nasce il “progetto creativo” di una nuova vita: un bambino, un altro essere umano, un figlio, sorgente di nuovi significati.

Come puoi bene capire, il termine “sessualità” indica un’area della vita umana molto ricca e complessa, che rimanda in modo più ampio a tutti quegli aspetti biologici, sociali e culturali del comportamento sessuale umano.

Proprio per questo consente, anche a chi la studia, di trarre continue conoscenze, stimoli e "soddisfazioni" rispetto all'arricchirsi sull'ambito umano.

Ovviamente studiarla, la sessualità, non è l'azione che reca maggior piacere… Il bello è viverla!

Nondimeno “non c'è rosa senza spine”...

E le “spine”, in questo caso (per studiosi e non), sono i numeri delle statistiche.

In che senso? Beh, da quando viene studiata, i risultati delle ricerche rilevano e rivelano la presenza di diverse forme di disturbo o disagio legati alla sessualità. Queste problematiche riguardano, a quanto pare, una significativa percentuale di persone, tra uomini e donne.

Ma cosa si intende quando si parla di “disturbi sessuali”?

I Disturbi Sessuali, da un punto di vista clinico, sono disfunzioni caratterizzate dalla presenza di anomalie nel desiderio sessuale o nelle modificazioni psicofisiologiche tipiche del normale ciclo sessuale.

Il ciclo sessuale è composto dalle 4 fasi di: desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione.

Al di fuori dei quadri che presentano problematiche di tipo organico e fisiologico (per le quali il disturbo si configura come effetto secondario di altre patologie e relative terapie farmacologiche), un possibile interrogativo può essere: quali sono le ragioni delle percentuali, che sembrerebbero in aumento, legate alla presenza di disturbi sessuali?

La risposta non è semplice né tantomeno unica: molte variabili ed elementi andrebbero presi in considerazione (fattori biologici, etologici, antropologici, culturali, sociologici, storici, filosofici e morali) oltre alla “variabilità individuale”.

Oltre a ciò, spesso gli "intoppi" legati alla sessualità non si configurano, poi, all'interno di uno dei disturbi classificati: molte volte "stanno dentro le relazioni" che le persone hanno con sé stesse e con gli altri (soprattutto gli “altri” significativi) oltre che col mondo che le circonda.

“L’accoppiamento a scopo riproduttivo è un comportamento naturale. Fare l’amore no. [...] Le esperienze migliori sembrano essere anche le più difficili. [...] Devono verificarsi condizioni favorevoli via via meno probabili.” (Veglia, 2000)

È per questo che a volte gli “intoppi” stanno dentro ai significati, trasmessi e costruiti, che le persone attribuiscono alle relazioni e agli eventi che le riguardano. Gli innumerevoli significati che possiamo attribuire ad una carezza sono al tempo stesso libertà e responsabilità per la nostra vita sessuale. L’incontro sessuale stesso, d’altra parte, espone a rischi importanti sulla sicurezza personale (intesa nel senso di incolumità e di sicurezza emotiva e psicologica). È implicata la capacità di fidarsi di sé e dell’altro (Veglia). Lo stesso vale per gli aspetti che riguardano la dimensione sociale (ad es. i vissuti connessi all’idea del “legame” con l’altro).

Ciò può far sì che, in moltissimi casi, le persone possano vivere esperienze legate al sesso e alla sessualità molto piacevoli e appaganti, sia sul piano fisico che emotivo.

Altre volte, invece, può contribuire a generare dei disagi, degli "intoppi" lungo il percorso dell'esperienza della sessualità umana.

In queste situazioni, oltre a quelle sopra menzionate dei disturbi "veri e propri", rivolgersi ad un professionista psicologo psicoterapeuta può rappresentare il primo passo che permette di riacquistare fiducia, serenità, sicurezza, prospettiva, così da rendere quegli "intoppi" al massimo un ricordo di un tempo.


Elisa Fermo
Psicologa Psicoterapeuta a Venezia / Mestre

Dott.ssa Elisa Fermo
Psicologa Psicoterapeuta a Venezia - Mestre

Iscritta dal 2011 all’Albo degli Psicologi della Regione Veneto n. 7918
Laureata in Psicologia Clinica, presso l’Università degli Studi di Padova
P.I. 04494630264

 

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